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Riduzione dei tassi BCE: non succedeva dal 2019

riduzione dei tassi BCE

La riduzione dei tassi BCE è realtà: il Consiglio direttivo della BCE ha ridotto di 25 punti base i tre tassi di interesse di riferimento.

La decisione arriva dopo un’analisi aggiornata sulle prospettive di inflazione, sulla dinamica dell’inflazione di fondo e sull’efficacia della politica monetaria.

Dopo nove mesi di stabilità nei tassi di interesse, la BCE ha ritenuto finalmente appropriato allentare leggermente la sua politica monetaria.

Quali sono le prospettive future e come reagirà il mercato a questa manovra tanto attesa?

Le prospettive future

Christine Lagarde ha chiarito che la riduzione dei tassi BCE non segna l’inizio di una discesa continua dei tassi.

La BCE ha preso questa decisione sulla base di un percorso di fiducia, ma che ogni futuro passo richiederà dati e analisi che confermino un trend di disinflazione.

La BCE baserà le sue future decisioni su una valutazione delle prospettive di inflazione, tenendo conto dei nuovi dati economici e finanziari, della dinamica dell’inflazione e dell’intensità della trasmissione della politica monetaria.

Vediamo quali sono le prospettive stimate per l’inflazione nei prossimi anni.

Inflazione: le stime per il 2024

Nonostante il significativo calo dell’inflazione che ha portato la BCE a tagliare i tassi per la prima volta dal settembre 2019, permangono forti pressioni interne sui prezzi, causate in gran parte dall’elevata crescita delle retribuzioni.

La BCE prevede che l’inflazione rimarrà sopra l’obiettivo per gran parte del prossimo anno. +Le proiezioni attuali stimano un’inflazione media del 2,5% nel 2024, del 2,2% nel 2025 e dell’1,9% nel 2026.

L’inflazione al netto dei costi energetici e alimentari si prevede al 2,8% nel 2024, al 2,2% nel 2025 e al 2,0% nel 2026.

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Riduzione dei tassi BCE: l’impatto su BTP e spread

Dopo l’annuncio del taglio dei tassi, i rendimenti dei titoli di stato dell’Eurozona sono aumentati.

Il rendimento del BTP decennale è salito al 3,87% dal 3,83% precedente, mentre il rendimento del Bund decennale è passato dal 2,53% al 2,56%, portando lo spread a 131 punti.

Simili aumenti si sono verificati anche per i titoli italiani a 2 e 5 anni. Questa decisione era ampiamente anticipata, così come la prudenza espressa dalla BCE riguardo future mosse, mentre le previsioni di inflazione sono state riviste al rialzo.

Come reagiscono mutui e mercato?

La riduzione dei tassi BCE di politica monetaria ha avuto un impatto positivo anche sui tassi di mercato: il tasso Euribor è in calo, analogamente il tasso IRS a 10 anni, spesso utilizzato nei mutui, è sceso segnando una riduzione di 69 punti base rispetto al massimo di ottobre 2023.

I tassi medi sui nuovi finanziamenti alle imprese sono anch’essi diminuiti, passando al 5,21% di maggio, rispetto al 5,45% di dicembre scorso. Complessivamente, il tasso medio sui prestiti rimane stabile al 4,81%.

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